LORETO:
(m. 127slm - Abitanti 10.000 - 27 Km. A sud sud di Ancona - Km. 4dal mare) può essere raggiunta:
Ferrovia: linea Lecce-Milano
Autostrada A-14 Bologna-Canosa – Uscita casello Loreto-Porto Recanati
Strada statale Adriatica 16
Strada statale VaI di Chienti 77
Aeroporto: Falconara (Km. 30)
Porto: Ancona (Km. 27)
N. 20 Alberghi per ogni categoria - n. 1500 posti letto.
LA STORIA
Alta sulla collina, tra il verde oceano delle campagne, a dominio del mare non lontano, LORETO è una piccola Città delle Marche che vive una vita totalmente votata alla Santa Casa, uno tra i più famosi e venerati monumenti della cristianità.
Poetica è la vicenda di questa Santa Casa che qui discese portata miracolosamente dalla remota Nazareth. Lì nacque Maria Vergine, lì visse Gesù fino al suo trentesimo anno di età, prima di iniziare le grandi predicazioni. L’umile casa, circondata da rispetto e venerazione, era ancora intatta nell’anno 1291, dopo la invasione maomettana della Palestina, quando, secondo la tradizione, fu miracolosamente sollevata dagli angeli i quali, con un lunghissimo volo, la portarono sul Colle di Tersatto, in Dalmazia. Ma nel 1294 la Santa Casa riprendeva il volo, valicava l’Adriatico e si posava su di un colle deserto, verdeggiante di lauri, da cui il futuro nome (“lauretum”), poi Loreto.
Qui sorse dapprima un minuscolo villaggio, Villa Santa Maria, che poi si trasformò in città con il nuovo attuale nome. L’immenso concorso di pellegrini da tutti i Paesi cattolici fece sentire la necessità della costruzione del Santuario che fu dapprima un semplice cortile a portici intorno alla Santa Casa, quindi una chiesetta modesta ed infine una vera e propria Cattedrale.
Fino dall’antichità Loreto è stata, con Roma e Gerusalemme, uno tra i grandi classici pellegrinaggi della Cristianità;
sovrani, condottieri, papi e alti prelati la visitarono, lasciandovi spesso regali preziosi, così da comporre uno dei più ricchi tesori d’origine religiosa.
lI 24 Marzo 1920 Papa Benedetto XV, con evidente riferimento simbolico al miracoloso trasporto aereo, proclamò la Madonna di Loreto Patrona degli aviatori di tutto il mondo.
IL SANTUARIO
Questa Chiesa immensa, vasta più di molte cattedrali, acquista un carattere particolare dalle mastodontiche fortificazioni che la cingono tutt’intorno. Si tratta infatti, cosa quasi unica al mondo, di una chiesa fortificata.
La Basilica fu iniziata nel 1468. lI primo architetto è ignoto, il secondo, che prese le redini nel 1471 e che dette maggiore impulso alla costruzione, fu Martino di Marco Cedrino. La sua origine veneta spiega perché la chiesa sia stata eretta in forme ancora gotiche, nonostante la larga diffusione dello stile rinascimentale. Negli ultimi decenni del secolo intervennero anche celebri architetti toscani come Giuliano da Maiano, Baccio Pontelli, Giuliano da Sangallo che, nel 1498 cominciò ad erigere la grandiosa cupola alta circa 30 metri. Furono proprio questi architetti che realizzarono la trasformazione in chiesa-fortezza, innalzando i bastioni e i camminamenti di ronda e ricavando, dalle poderose muraglie, ampi alloggiamenti per una vera e propria guarnigione.
Nel XVI secolo altri grandissimi architetti come il Bramante, il Sansovino, Antonio da Sangallo il giovane, completarono la chiesa sovrapponendo le forme rinascimentali a quelle gotighe e creando tutto sommato, un monumento stilisticamente un po incerto.
La grande piazza che precede il Santuario è un armonioso esempio di architettura e di urbanistica schiettamente italiane: bei portici rinascimentali la cingono su due lati, sul terzo sorgono modeste, tranquille case, sull’ultimo infine, si innalza svettante la facciata della Basilica, opera tra le ultime, cronologicamente parlando, del rinascimento italiano, completata nel 1587; uno stupendo complesso tardo-rinascimentale è formato dalla fontana del Maderno, dalla statua di Sisto V che sorge su un basamento artisticamente lavorato e da tre porte in bronzo, minutamente ornate negli ultimi anni del XVI secolo e nei primissimi del XVII. Lo svettante campanile, alto 76 metri, eretto neI 1750 dal famoso architetto Vanvitelli, autore della Reggia di Caserta, dà al quadro l’ultimo tocco armonioso. Prima di entrare nella Basilica è bene ammirare all’esterno la magnifica abside, opera di una rara essenzialità con il gioco delle absidiole minori, le lunghe finestre gotiche, le strutture fortificate, lo slancio della cupola.
Al primo momento, entrando, la Basilica sembra oscura, immensa, di grande effetto. Lunga 93 metri e larga più di sessanta, è costruita in modo che l’occhio cada subito sulla Santa Casa, epicentro di tutta l’atmosfera sacra. Portandoci poi sul transetto e sotto la cupola, dove apparirà bellissimo il gioco complicato delle 9 absidi, la chiesa acquisterà subito una nobiltà ben degna della sacralità del luogo.
Passiamo in rapida rassegna il superbo patrimonio artistico del Santuario. Nei suoi 5 secoli di vita la Basilica, continuamente arricchita, è divenuta un grande centro d’arte, una tra le chiese italiane più ricche di opere pregevoli. Quattro incantevoli ambienti circolari si annidano negli angoli compresi tra i pilastri, ai piedi della cupola; sono le quattro sagrestie, veri gioielli del rinascimento che prendono nome dai quattro evangelisti. La sagrestia di 5. Matteo, molto modificata per adibirla al nobile compito di ricovero degli ammalati in visita al Santuario, conserva belle sculture del XV secolo, quella di San Luca, meglio conservata, è adorna di una stupenda terracotta dei Della Robbia e di armadi intagliati con grande finezza nel 1516-17. Ancora più belle e complete le altre due: quella di San Giovanni è tutta affrescata da Luca Signorelli, il fantasioso pittore, reso celebre dalle pitture conservate nel Duomo di Orvieto; la perfezione dell’ambiente è completata dal pavimento maiolicato, dal lavabo, dai finissimi intagli e intarsi lignei. La Sagrestia di 5. Marco infine fu affrescata con straordinaria forza ed originali effetti prospettici neI 1477-78 dal celebre pittore romagnolo Melozzo da Forlì, noto soprattutto per la nitidezza quasi scultorea con cui dà risalto ai suoi personaggi. Molte le pitture e le sculture di pregio sparse nella chiesa, anche se parecchi quadri sono stati poi sostituiti da copie in mosaico.
LA SANTA CASA
La fede e la munificenza di grandi uomini del rinascimento hanno costruito intorno alla Santa Casa uno splendido rivestimento, rispettando le mura originarie, ma consentendoci solo di vederle dall’interno. Esternamente tutto scompare sotto un lussuoso ((vestito)> di marmo, sotto le colonne, i pilastri, le nicchie, le statue, i rilievi.
Vero riassunto di tutta la scultura italiana del Rinascimento,
il rivestimento della Santa Casa fu progettato e disegnato dal Bramante, il massimo architetto italiano dell’epoca. Vi lavorarono Gian Cristoforo Romano, celebre medaglista, Andrea Sansovino, il Tribolo, Raffaello da Montelupo, i Della Porta, i Sangallo, Raniero Nerucci, Domenico Aimo e altri; iniziato nei primi anni del XVI secolo, il lavoro fu completato solo nel 1576 con le superbe e lavoratissime porte in bronzo di Tiburzio Vergelli.
Accostiamoci per osservare i dettagli: alcune scene sono assai importanti per l’iconografia lauretana, come il grande bassorilievo della facciata posteriore che ci narra tutta la storia della Traslazione della Santa Casa nei suoi successivi spostamenti.
Ma la maggior parte delle scene a rilievo rievocano la storia di Maria, mentre le singole statue rappresentano Sibille, Profeti ed altri personaggi biblici.
L’interno della Santa Casa, dopo il rigoglioso fasto dell’esterno, ci sembra ancor più umile e spoglio: si tratta di una semplice stanza rettangolare lunga m. 9,52, larga m. 4,10, alta m. 4,32. Le pareti sono annerite dal fumo secolare dei ceri e delle lampade votive.
PALAZZO APOSTOLICO
MUSEO - PINACOTECA
Alla sua costruzione iniziata nel secolo 16o e continuata fino al 18o, lavorarono noti architetti: Bramante, Giancarlo Romano, Andrea Sansovino, Antonio da Sangallo il Giovane,
Raniero Nerucci, Giovanni Boccalini ed infine Luigi Vanvitelli.
Nel piano nobile, adibito a Museo e Pinacoteca sono conservati dipinti di Lorenzo Lotto, Simone Vouet, Girolamo Muziano, Pellegrino Tibaldi; Francesco Menzocchi, Antonio da Faenza. Ceramiche urbinati delle botteghe di Orazio Fontana e dei Patanazzi, un importante complesso di circa 500 pezzi: l’unica collezione al mondo di numerose opere uscite da un’unica bottega e di così grande valore artistico.
Una serie di 10 arazzi fiamminghi, modellata su cartoni di Raffaello e tessuta nel secolo 17°.
Mobili ed arredi dei secoli 16° e 19° ricordi di Papi pellegrini a Loreto.
I PELLEGRINAGGI
MicheIndagini storiche e archeologiche confermano che sin dal
XIV secolo si verificò a Loreto un afflusso eccezionale di fedeli provenienti anche dalla Francia, Germania e Grecia. L’epoca dei grandi pellegrinaggi iniziò tuttavia verso la metà del sec. XV, quando agli umili e ai poveri incominciarono a seguire i nobili, i principi, i papi. NeI 1443 visitò Loreto il re Alfonso di Napoli, nel 1449 Nicolò V, il primo papa pellegrino a Loreto, nel 1452 l’imperatore Federico III. Nel 1464 fu la volta di papa Pio Il, che si fermò a Loreto per venerare la Madonna in occasione del viaggio in Ancona dove si recava per salutare i crociati che dovevano salpare per la Terra Santa. Per il resto del secolo la serie dei Vescovi, Cardinali e nobili continuò ininterrotta, sempre seguita dal corteo interminabile della folla anonima. Nel febbraio del 1493 l’equipaggio di Cristoforo Colombo, nel viaggio di ritorno, sorpreso dalla tempesta, si votava alla Madonna di Loreto, promettendo di inviare un ((romeo>) alla Santa Casa per sciogliere il voto.
Per quanto riguarda il 500 e il 600, risulta dagli ((itineraria» del tempo che Loreto, al pari di Roma, Firenze e Venezia, era meta di pellegrini e viaggiatori di tutta Europa.
Papi, Santi e personaggi illustri erano mossi da motivi di pietà religiosa a sostare in preghiera nella Santa Casa. Basta ricordare fra gli altri: Paolo III, l’iniziatore del Concilio di Tren
• to, Pio VI e Pio VII, Gregorio XVI e Pio IX ed inoltre 5. Carlo Borromeo, 5. Francesco di Sales e tanti altri Santi e Beati.
Alla vigilia del Concilio Vaticano Il, Papa Giovanni XXIII si aggiunse ((con gesto discreto ai molti che l’avevano preceduto per implorare da Dio e dalla Madonna il felice svolgimento della grande assise ecumenica».
Tra i personaggi illustri gli Annali lauretani ricordanole Montaigne che fu a Loreto il 2 febbraio 1581, lo scienziato Galileo Galilei nel 1618 e 1624, Carlo Goldoni (1759), Vittorio Alfieri (1767) e Giosuè Carducci (1876). Anche il filosofo francese Cartesio non mancò di fare il pellegrinaggio a Loreto dove giunse nel 1624 per adempiere un voto che aveva emesso nel 1619. Mozart visitò Loreto nel 1770, all’età di 13 anni e si racconta che suonasse l’organo della Basilica improvvisando preludi e fughe. Il pittore Lorenzo Lotto ed il poeta inglese Crachaw trascorsero gli ultimi anni della loro vita a Loreto.
In varie nazioni d’Europa e del mondo ancora oggi sono conservate cappelle che imitano nella forma e grandezza la Santa Casa di Loreto. Tra le più note è senza dubbio la cappella Lauretana di Praga. Moltissime inoltre sono le chiese grandi e piccole costruite in onore della Madonna di Loreto. Citiamone alcune: a Parigi, a Tersatto (Croazia), a Kobel (Germania), a Hempstead (Stati Uniti), a Manila (Filippine), a Lugano e Salisburgo (Svizzera). Poeti e scrittori si sono ispirati alla tradizione lauretana: Torquato Tasso, per la sua lirica alla Vergine Lauretana, che scrisse dopo il suo pellegrinaggio a Loreto nel 1587, Pietro Calderon de la Barca, spagnolo, che ha una sacra rappresentazione sulla Santa Casa ((~ Maria el corazon», Gabriele d’Annunzio che nel Il atto della tragedia ((La parisina» presenta la scena con la 5. Casa di Loreto.La Madonna di Loretò è stato il tema prescelto da alcuni artisti. I più famosi: Ràffaello, Luca Signorelli, Michelangelo da Caravaggio, Giambattista Tiepolo, Cristoforo Roncalli (il Pomarancio), Carlo Maratta, ecc.
L’immagine della Madonna di Loreto, protettrice degli Aviatori, è pure legata ad alcuni voli noti alla storia dell’aviazione. Era nell’apparecchio ((Spirit of St. Luis» con il quale Lindbergh nel 1927 ha trasvolato l’Atlantico. Nei dirigibili «Norge» e «Italia», quando il generale Nobile effettuò le due trasvolate polari. Questa immagine si trova ora esposta nel Museo della Santa Casa.
L’astronauta McDivitt di sua iniziativa ha chiesto e portato sul primo «lem» lunare, con il volo dell’Apollo 9 una medaglia della Vergine Lauretana. Una piccola effige della Madonna di Loreto, scolpita dal Manfrini, fu posta nella cabina dell’aereo con il quale il Papa Paolo VI effettuò il pellegrinaggio alla Terra Santa nel gennaio 1964: il primo volo di un Papa nella storia.
Il soggiorno a Loreto offre la possibilità di effettuare delle escursioni di una o mezza giornata nelle più interessanti località della Regione:
CENTRI Dl INTERESSE STORICO E ARTISTICO
Recanati (Km. 7) - Castelfidardo (Km. 8) Osimo (Km. 14) - Ancona (Km. 27) - Macerata (Km. 30)- Fermo (Km.40) - Urbino (Km. 70) - Camerino (Km. 75) - Tolentino (Km. 50) - Ascoli Piceno (Km. 100) - Castello di Gradara (Km. 120) - Repubblica di San Marino (Km. 150).
CENTRI BALNEARI
Gabicce - Pesaro - Fano - Senigallia -Falconara - Riviera del Conero - Porto Recanati - Civitanova - Porto 8. GiorgioGrottam mare - 8. Benedetto del Tronto.
CENTRI Dl VILLEGGIATURA MONTANA
Catria - Carpegna - Cingoli - San Ginesio - Sarnano - Ussita - Visso.
STAZIONI TERMALI
Acquasanta Terme - Aspio Terme - San
Vittore Terme - Sarnano - Tolentino.
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